> NetichettaIt

Version as of 2004-12-13 00:13:30

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1. ITichetta

" quello che segue vorrebbe essere la reinvenzione dell'acqua calda; un tentativo, cioè di inutile 
miglioramento di qualcosa già esistente: riscrivere la [NETIQUETTE].
Non da capo, ovviamente! :-) ma adattandola ai tempi correnti.
Propongo l'esempio più banale: correggendo l'indicazione sull'uso delle lettere accentate 
(MUST ormai superato)."

Inserisco quindi il testo originale della RFC1855.
L'ipotesi di lavoro è la seguente:
- ovvia traduzione in lingua Italiana;
- depurazione dagli aspetti che non riguardano Usenet;
- aggiornamento alle prescrizioni tecnicamente valide oggigiorno.

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Inizio dalla "depurazione "

-- CarloFusco

1.0 Introduction

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Nota, l'introduzione mi piace, ma andrebbe anche emendata. Come facciamo, plagiamo
spudoratamente o separiamo le cose?

-- CarloFusco

2.0 One-to-One Communication (electronic mail, talk)

2.1 User Guidelines

2.1.1 For mail:

2.1.2 For talk:

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Questa la rimuovo perché non attinente

-- CarloFusco

3.0 One-to-Many Communication (Mailing Lists, ?NetNews)

3.1 User Guidelines

3.1.1 General Guidelines for mailing lists and ?NetNews

3.1.2 Mailing List Guidelines

3.1.3 ?NetNews Guidelines

3.2 Administrator Guidelines

3.2.1 General Issues

3.2.2 Mailing Lists

3.2.3. ?NetNews

3.3 Moderator Guidelines

3.3.1 General Guidelines

4.0 Information Services (Gopher, Wais, WWW, ftp, telnet)

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anche qui, megasnippone. La bibliografia va anche rifatta.

-- CarloFusco

1.1. Introduzione

In passato le persone che utilizzavano Internet sono "cresciute" con la Rete, consapevoli degli aspetti tecnici della trasmissione dei dati. Oggi nella comunità di utilizzatori di Internet ci sono persone "nuove" a questo ambiente. Questi "niubbi" non hanno familiarità con la cultura della rete, e non hanno alcun bisogno di conoscere cose come i protocolli di trasmissione. Questa Guida offre un insieme minimo di comportamenti, che ciascuno potrà adattare alle proprie necessità, per guidare rapidamente i "niubbi" nella cultura della Rete.

La "Netiquette" è un insieme di regole, usi e consuetudini, più o meno codificate, adottate da chi utilizza la rete ("net") per comunicare con altre persone in modo educato ("etiquette").

Nei "luoghi telematici" ogni regolamento ha il sapore di un obbligo formale che limita la grande libertà di espressione che questo mezzo consente. Seguire le regole della netiquette, però, non è una questione formale, ma sostanziale. La comunicazione telematica ha l'immediatezza del colloquio diretto, ma manca di molti aspetti di comunicazione "non-verbale", e bisogna fare ogni sforzo per tentare di rendere il proprio messaggio chiaro e facilmente comprensibile; questo non solo dal punto di vista dei contenuti, ma anche dello stile, che deve garantire la massima chiarezza possibile. Quasi tutte le regole della netiquette hanno lo scopo di semplificare la comprensione dei messaggi. Non si tratta quindi di rispetto di regole astratte, di aderenza a norme formali a scapito dei contenuti: invece, è proprio per esaltare tali contenuti che è bene cercare di garantire con un po' di sforzo la massima intellegibilità del messaggio. Gli utenti devono rendersi conto che, sia che abbiano un accesso personale tramite un contratto privato con un Internet Service Provider (ISP), sia che si connettano da un computer di una Università o di una Azienda, ciascuna di queste entità avrà anche delle proprie regole che stabiliscono proprietà e responsabilità per la posta elettronica e i files, cosa è lecito inviare, come è opportuno presentarsi: bisogna perciò informarsi presso l'autorità locale su tali eventuali regolamenti.

Le modalità di comunicazione su Internet sono molte, e differenti ma qui ci occuperemo solo della Posta Elettronica (e-mail), un tipo di comunicazione "uno a uno" (cioè "da uno a un'altro"), e delle News, un tipo di comunicazione "da uno a molti".

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Non so bene come tradurre one-to-one. "Uno a uno" è chiaro per me, ma mi 
chiedo se sia chiaro anche per un niubbo. E "da uno a un'altro" mi sembra 
un po' pesante: insomma, tipico "stile italiano" di fronte all'asciutto 
"stile inglese".
E dire "comunicazione diretta tra due persone"? E' un po' più lungo, ma credo renda l'idea.
...

1.2. Posta Elettronica (da uno a un'altro)

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Io aggiungerei anche che in Usenet e' necessario farsi capire, ma non e' 
necessario usare il linguaggio da sms, ovvero il linguaggio frettoloso che 
cambia il "ch" in "k", che salta molte lettere in modo da rendere lo 
scritto al limite dell'incomprensibile.Si puo' scrivere con le abbreviazioni 
ormai codificate dall'uso, che tutti conosciamo, ma non rendiamo i messaggi 
dei testi crittati.
Aggiungerei anche, vista l'invasione di troll su molti news groups,la regola, 
rivolta ai frequentatori abituali del ng, del non rispondere alle provocazioni, 
ignorando i crosspost ed evitando di creare dei threads. Questo significherebbe 
meno OT , sicuramente meno flames e meno maleducazione.
...

1.3. nota sul significato delle RFC e la loro autorevolezza

Le RFC, ovvero Request For Comments, sono dei documenti di natura tecnica e organizzativa che riguardano Internet. Esistono varie categorie nella quale essi vengono catalogati tra le quali la più importante è certamente l'Internet Standard, ovvero come i software che utilizzino l'Internet Protocol debbano operare affinché sia garantito il buon fuzionamento del servizio di cui essi sono parte.

Ad esempio, il servizio di posta elettronica viene garantito da una suite di programmi che in ultima analisi opera sulla stessa struttura dati: il messaggio internet, ovvero un testo in formato elettronico che viene ad esser scambiato tra mittente ed il suo o i suoi destinatari. Questi programmi sono oggi basati sulla RFC 2822 per le specifiche su come questo testo debba essere strutturato e sulla RFC 2821 sulle procedure e le convenzioni stipulate affinché il messaggio venga scambiato in maniera corretta e affidabile.

Lo status di standard viene raggiunto attraverso un processo a varie fasi di revisione, chiamato "Standard Track", che serve a determinarne il suo progressivo stato di maturità, ovvero la stato di sviluppo, test e diffusione delle specifiche proposte. Esiste dunque il "Proposed Standard" che avendo attraversato una adeguta fase di revisione, suscita abbastanza interesse e gode di un sufficiente consenso, ma non necessita strettamente di implementazioni pratiche. Poi subito sopra c'è Il "Draft Standard" che richiede almeno due diverse implementazioni software totalmente interoperabili dello standard. Infine quando l'esperienza sul campo dimostra l'assoluta sffidabilità del Draft questo diventa finalmente un "Internet Standard" ed il documento che lo descrive cambia nome da RFC a STD.

Data la diffusione e l'omogeneità delle implementazioni software ragiunte dalle suite di programmi che costituiscono un Servizio descritto da uno Standard Internet, non seguire i consgli del STD porterà certamente a gravi e imprevedibili problemi operativi del servizio sul quale si cerca di operare. Questa considerazione probabilmente vale anche per un Draft o un Proposed Standard, sebbene infatti questi documenti godano di una inferiore esperienza sul campo, il loro livello di revisione e la loro diffusione è sufficiente a prevedere che un software non conforme, a meno di validissime e documentabili ragioni che dovrebbero quindi portare ad una revisione della RFC, porterà problemi più o meno gravi di interoperabilità del servizio su cui ci si basa.

Assieme alle RFC incanalate sui binari che devono portare ad un Iternet Standard, esistono documenti che hanno altri scopi e per questo vengono etichettati con un livello di maturità diverso, ovvero "Experimental", "Informational" e "Historic". Ad esempio la RFC 1855, la così detta Netiqutte, rientra nella categoria "Informational". Ora tale RFC non descrive come un software di una certa suite che opera su un dato servizio Internet debba funzionare, ma piuttosto come gli utenti di tal software debbano comportarsi affinché, a giudizio del suo autore, ci sia un beneficio comune tra tutti gli utilizzatori di quel servizio. Un comportamento non conforme quindi non porta certamente a problemi di interoperabilità e tutto quello che può accadere nel caso della RFC 1855 è che si suscitino le ire di alcuni utenti di quel servizio. Inoltre non essendo questi documenti il prodotto di un processo che garantisca un ampio e ben provato consenso, come per quelli in "Standard Track, le consenguenze di un comportamento non conforme sono certamente molto variabili. Ad esempio, nel caso precedente se e quanti utenti potrebbero infuriarsi dipende da quanto strettamente la RFC 1855 descriva bene una situazione di consenso generale e rispecchi adeguatamente la realtà dei tempi.

Ora, la RFC 1855 discutibilmente descriveva delle pratiche di comunicazione su Internet di largo consenso, ma certamente con i suoi 9 anni d'età essa nel suo complesso non è più attuale. Occorre una revisione che descriva qual è il consenso generale sul comportamento in Rete da tenere per un comune beneficio. In mancanza di una RFC, questo documento ha l'ambizione di colmare questa lacuna, almeno per quanto riguarda Usenet ed il servizio email.

1.4. Bibliografia