##language:it
'''Come (non) modificare il proprio indirizzo per postare su Usenet'''


'''Indice'''
[[TableOfContents]]

----

= Spam e AntiSpam =

È ormai prassi comune inviare articoli sui newsgroup adoperando un indirizzo falso o 
falsificato.
[[BR]]Tale pratica, definita "address munging", viene messa in atto 
principalmente per due motivi:

 * Tentativo di fuggire agli spammer
 * Desiderio di privacy

Scopo di questo documento sarà quello di mostrare perché l'address munging 
può divenire nocivo e come risolvere i problemi su elencati senza per 
questo creare danni o fastidi.

La prima parte tratterà dei problemi che porta falsificare l'indirizzo, la 
seconda dei metodi per superarli. Perciò se sei interessato solo a 
sapere cosa devi fare per non creare fastidi puoi saltare direttamente alla 
seconda sezione.

= Problemi dell'address munging =

Principalmente chi adopera un indirizzo falso lo fa per fuggire agli 
spammer. È cosa nota infatti che uno dei terreni di caccia più fruttuosi 
per chi è in cerca di indirizzi cui inviare spam è Usenet, benché studi recenti (si veda "Why Am I Getting All 
This Spam?" citato nella bibliografia) abbiano mostrato che Usenet non è la 
prima fonte di mailbox da spammare ma viene ampiamente superata dal web (in 
altre parole: è inutile che nascondi il tuo indirizzo qua e poi lo 
pubblichi su pagine web, forum etc.).

La raccolta di indirizzi su Usenet avviene in modo molto semplice: esistono 
dei programmi, chiamati "harvester", che scaricano le intestazioni[[FootNote(Gli articoli Usenet, come le email, sono composti dal corpo del messaggio, ossia il testo vero e proprio, e dalle intestazioni, ossia informazioni aggiuntive come la data, i server attraversati, il subject, etc.)]] degli articoli, e da queste estraggono gli indirizzi.
[[BR]]È possibile che alcuni di essi scarichino anche i corpi, per cercarvi 
indirizzi, ma poiché in tale modo il lavoro cresce in maniera esponenziale, sono ben pochi quelli che lo fanno.

Poiché dunque tutto quanto avviene in maniera automatica si è pensato di 
aggirare il problema con la falsificazione del proprio indirizzo, con un 
ragionamento molto semplice: se fa tutto una macchina è ovvio che questa non potrà 
capire che un recapito è falso e cambiarlo di conseguenza, cosa che invece 
può fare facilmente chiunque sia dotato di ragione.
Tutto ciò è vero solo in parte, e per un motivo ben preciso: la gente ha 
poca fantasia.
[[BR]]Ormai quasi tutti falsificano l'indirizzo aggiungendo una stringa come 
"NOSPAM" o "RIMOVI". Ma se quasi tutti fanno così, cosa ci vuole a dare 
all'harvester il semplice comando "Se trovi 'NOSPAM' nell'indirizzo, 
toglilo automaticamente"?
[[BR]]Ed ecco che l'antispam è già diventato inutile.

Certo, a questo punto qualcuno di più intelligente avrà pensato: "vabbe', 
io allora uso una stringa più difficile da capire ed il gioco è fatto".
[[BR]]Ecco quindi che sono nati gli antispam più assurdi e complicati: alcuni 
inseriscono il nome del proprio gatto, altri inframezzano l'antispam al 
vero indirizzo, e così via...

Facciamo qualche esempio per essere più chiari. Ammettiamo che l'indirizzo 
originale sia:
[[BR]]<user@example.com>
[[BR]]Nel caso di antispam "semplice", esso diventerebbe qualcosa tipo:
[[BR]]<userNOSPAM@example.com>
[[BR]]<userLEVAMI@example.com>
[[BR]]O qualcos'altro di simile, a seconda se è messo prima o dopo la chiocciola, 
etc...
 
Qualche antispam "fantasioso" invece potrebbe essere:
[[BR]]<auser@example.com>
[[BR]]<uNOseSPArM@example.com>
[[BR]]<usermicia@example.com>

Nel primo caso è stata semplicemente aggiunta una lettera, nel secondo 
l'antispam è inframezzato al vero indirizzo, e nel terzo... beh, ecco che 
appare anche il nome della gatta.

Ma ora iniziano a sorgere anche i primi problemi relati alla scelta di 
utilizzare un indirizzo falsificato, ed in particolare:

'''La difficoltà di contatto'''; è un dato di fatto che se adoperiamo 
antispam fantasiosi si creano difficoltà a chi vuole scriverci 
legittimamente. Chi è che sta sempre a controllare se un indirizzo è vero o 
meno, prima di inviare una mail? E come si può pretendere che una persona 
sappia qual è il nome del nostro gatto?
[[BR]]Solitamente si preme il pulsante che permette di rispondere via mail e si 
invia, visto che tutto è stato pensato proprio per facilitare tale 
operazione. È vero, magari nel messaggio è indicato che quello è un address 
fasullo ma può capitare che uno non se ne accorga e invii all'indirizzo sbagliato.

Strettamente collegato a questo c'è poi un altro problema non da poco: 
attualmente la cultura informatica media è, eufemisticamente, bassa e non 
tutti riescono a riconoscere in una mail l'avviso che l'indirizzo cui si è 
scritto non esiste, perciò ecco un altro problema dell'address munging, 
la '''perdita di posta "buona"'''. Anche se non si tratta di corrispondenza 
importante perderla è comunque una seccatura.

Ora, riprendiamo un attimo il primo caso elencato sopra, ossia quello in cui ci si è 
limitati ad aggiungere una "a" all'inizio: chi dice che quell'indirizzo non 
esista davvero? Nessuno, anzi è possibilissimo che a quell'indirizzo 
corrisponda effettivamente una mailbox e che quindi si commetta un '''abuso di un indirizzo non proprio'''.
[[BR]]Questo è un "net-abuse"[[FootNote(Il net-abuse è l'abuso della rete, da non confondere con l'abuso avvenuto sulla rete. Non è net-abuse, ad esempio, la diffamazione, mentre lo sono il mailbombing o il morphing)]], e in certi casi (ma questo sarebbe un fatto più unico che raro) si potrebbe arrivare al reato di sostituzione di persona.
[[BR]]D'accordo, si può pur sempre appurare se quell'indirizzo esiste, peccato 
che anche se non esistesse noi non avremmo alcun diritto su di esso: il 
gestore del dominio è l'unico che può adoperarlo legittimamente, e finché 
non lo assegna ad un utente rimane suo. Dobbiamo tenere conto del fatto che 
se anche al momento un indirizzo non appartiene a nessuno perché si è 
falsificato il dominio, rendendolo inesistente, beh anche se in questo caso 
è vero che non stiamo abusando di alcun indirizzo, nessuno dice che un 
domani le cose continueranno ad esser così e che non ci sarà gente che 
riceverà roba che era diretta a noi. In altre parole stiamo semplicemente 
nascondendo la polvere sotto il tappeto. Un tappeto che non ci appartiene.

I problemi non sono ancora finiti, ma per affrontare il prossimo vediamo prima di capire cosa succede quando si invia una mail, ci sarà particolarmente utile per comprendere tutta la questione.
[[BR]]Ammettiamo di voler spedire la nostra missiva a <user@example.com> (sempre 
lui). Scriviamo il nostro testo, pigiamo "Invia", e il nostro bel messaggio 
parte, destinazione il server dedicato alla posta in uscita. Questo guarda 
l'indirizzo, cerca il server che corrisponde al dominio "example.com", e 
una volta trovatolo gli passa la mail. A questo punto tocca al server per 
la posta in entrata del destinatario cercare se esiste una mailbox chiamata 
"user": se non c'è manda indietro un messaggio al nostro server 
spiegandogli che quell'indirizzo non esiste, messaggio che il nostro server 
poi girerà a noi, se invece esiste non c'è da far altro che aspettare che 
il destinatario scarichi la posta.
[[BR]]Ora, abbiamo visto prima che il motivo principale per cui l'address munging 
è considerato efficace è che una macchina non può, entro certi limiti, 
discriminare tra indirizzi esistenti ed indirizzi inesistenti. In 
conseguenza di ciò trovando un indirizzo falsificato tenterà comunque di 
inviargli l'email, e questo ci porta al problema presente, ossia la 
'''grossa quantità di risorse sprecate'''.
[[BR]]Vediamo perché.

Ammettiamo di adoperare un indirizzo del tipo "<userNOSPAM@example.com>", 
in cui si è falsificata la parte alla sinistra della chiocciola.
In questo caso ciò che accadrà è ovvio: il server dello spammer passerà la 
mail al nostro server, questo cercherà nel suo database se esiste l'account 
"userNOSPAM", e verificato che non esiste invierà la notifica all'indirizzo 
utilizzato dallo spammer[[FootNote(Si sta diffondendo l'abitudine di usare software che inviano agli spammer finte ricevute di indirizzo inesistente (i "bounce"). Questo accorgimento è assolutamente inutile, serve solo a sprecare ulteriori risorse.)]]. In altre parole avremo fatto sprecare inutili 
risorse non solo al server dello spammer, ma anche e soprattutto al nostro! 
Risorse che potrebbero essere allocate per risolvere problemi o migliorare 
il servizio!
[[BR]]Una possibile soluzione potrebbe essere quella di falsificare la parte alla 
destra della chiocciola trasformando il dominio, ad esempio in 
"NOSPAMexample.com". In questo modo il server dello spammer lo cercherebbe 
e non trovandolo (ammettendo per ipotesi che non esista) notificherebbe 
direttamente al mittente che quel dominio non è registrato, senza far 
sprecare risorse al di fuori della sua rete.
[[BR]]Questa, in parte, è una soluzione, ma non evita del tutto il problema: 
innanzitutto ci si deve accertare che "NOSPAMexample.com" davvero non 
esista, e questo controllo va fatto periodicamente, in secondo luogo si 
deve tener conto di una cosa molto semplice, ma che sfugge sempre: '''non 
vi è alcuna equazione che stabilisca che le email inviate in automatico 
debbano essere email di spam'''. Si pensi ad esempio alle ricevute inviate 
dal robomoderatore nei gruppi moderati: queste email sono completamente 
legittime e lo spreco di risorse causato da indirizzi inesistenti non è in 
questo caso giustificato in alcun modo[[FootNote(Senza considerare che nel caso specifico vi è anche il fastidio aggiuntivo causato dal fatto che la ricevuta del robomoderatore non giunge a destinazione, e questo solitamente porta a chiedere su altri gruppi che fine abbia fatto il proprio messaggio, se è arrivato, se è stato rifiutato, etc.)]].

Facciamo infine un accenno all'altro motivo che porterebbe alla rinuncia ad 
utilizzare un indirizzo reale: il desiderio di privacy. Chi è afflitto da 
tale problema di solito non usa un indirizzo falsificato, ma uno 
completamente fasullo.
[[BR]]Esistono due tipi di privacy che si possono desiderare: da una parte si può 
volere che nessuno conosca il nostro indirizzo così da non ricevere mail di 
scocciatori (ossia non spam ma mail di persone che in 
seguito alla lettura dei nostri articoli ci contattano via posta 
elettronica), dall'altra si può vuoler evitare che in futuro qualcuno 
faccia una ricerca tramite Google o simili e dai risultati ne ricavi 
informazioni che potrebbero causarci fastidi, trovando ad esempio certi 
nostri interessi od opinioni che abbiamo inviato con l'indirizzo che usiamo 
anche sul lavoro.
[[BR]]Premesso che vedremo nella prossima sezione quali sono le soluzioni per 
ovviare molto facilmente a tali problemi, è subito da dire che '''è sempre 
maleducazione non fornire alcun recapito valido'''. La scusa della privacy 
non regge, se qualcuno vuole postare su Usenet deve anche accettare di 
poter ricevere risposte in privato. Questo non solo è previsto ma è anzi 
incoraggiato: se una discussione degenera o si passa a discutere di fatti 
personali tale comunicazione deve avvenire via mail, senza infastidire il 
newsgroup.
[[BR]]E non è una buona scusa neanche sostenere che il proprio indirizzo venga 
comunque fornito a chiunque ne faccia richiesta: in casi come questi non 
c'è altro modo di richiederla se non sul gruppo, ma come detto adesso 
farsi i propri affari sui newsgroup è un comportamento altamente 
maleducato: irrispettoso e menefreghista. Senza contare cosa accadrebbe se anche l'altra persona la pensasse allo stesso modo, e si rifiutasse di fornire l'indirizzo pubblicamente. Una situazione senza via d'uscita.
[[BR]]Può sembrare una posizione estrema ma in realtà è solo buonsenso: indicare 
almeno un indirizzo reale non porta a nessuna controindicazione e non farlo 
indica soltanto mancanza di rispetto. Chiunque può fare come meglio crede ma 
non può pretendere anche di non essere chiamato per quello che è: 
maleducato.
[[BR]]Non si possono avere botte piena e moglie ubriaca.

Passiamo all'ultimo problema causato dall'address munging, problema che non 
riguarda più la comunità ma solo chi ha scelto questa opzione: '''inviare 
articoli con un indirizzo inesistente rende difficoltoso stabilire la 
paternità di tali messaggi'''.
[[BR]]Se questo potrebbe sembrare un problema solo teorico basta pensare che la 
paternità di un articolo legittimo è necessaria per poterlo cancellare. È 
insomma possibile che qualcuno cancelli un post inviato con un indirizzo 
falso perché chi usa quell'indirizzo non può rivendicarne la paternità, e 
questa è una cosa da soppesare attentamente, prima di scegliere la via 
dell'address munging.

= Le Soluzioni =

Prima di trattare delle soluzioni ricapitolo brevemente quali sono i 
possibili problemi cui può portare non adoperare un indirizzo valido:

 * Maggiori difficoltà di contatto;
 * Perdita di posta legittima;
 * Abuso di un indirizzo non proprio (addirittura possibile reato di sostituzione di persona);
 * Generazione di traffico inutile;
 * Infrazione della netiquette;
 * Cancel abusivo degli articoli;

E dopo questo breve riepilogo vediamo ora le tante soluzioni disponibili. A 
parte la prima, utile solo a chi per motivi di privacy non vuole che 
vengano archiviati i propri post, le restanti verranno elencate in ordine 
di preferibilità, dalla migliore alla peggiore.

Chi, per motivi di privacy, non vuole che in futuro i propri articoli appaiano su Google o archivi simili può adoperare l'header "X-No-Archive", una intestazione pensata per prevenire l'archiviazione dei post su database accessibili via web. Non è detto che tutti i siti lo rispettino ma spesso è così (Google, ad esempio, lo fa).
[[BR]]Attenzione, questo suggerimento vale '''solo ed esclusivamente''' per chi non vuole che in futuro i propri articoli non vengano letti sul web, soltanto per questa esigenza particolare, ché generalmente è meglio non adoperare l'X-No-Archive, vista l'importanza che hanno gli archivi come Google per trovare informazioni. È grazie a questa memoria storica che non si debbono leggere articoli dal contenuto sempre identico.

Passiamo ora a soluzioni più generali.
[[BR]]Sia che non si voglia associare il proprio indirizzo email agli articoli 
inviati (X-No-Archive o meno), sia che semplicemente non si voglia ricevere 
spam, la soluzione migliore consiste nell'adoperare un indirizzo ad hoc.
[[BR]]Esistono molti servizi che offrono caselle email gratuite, e crearsene una 
non richiede se non pochi minuti.
[[BR]]È possibile adoperare una webmail da controllare di tanto in tanto, oppure 
una mailbox gestibile via pop3/imap4, o ancora un forwarder che re-
indirizzi tutte le mail al vero indirizzo.

È vero, in questo modo lo spam non viene evitato completamente, ché prima o 
poi anche l'indirizzo usato al posto di quello ufficiale verrà preso di 
mira dagli spammer, ma essendo un indirizzo "a perdere", usato soltanto per 
Usenet, possiamo chiuderlo facilmente e sostituirlo con un altro, mentre 
l'indirizzo "serio" che avremo dato alle persone fidate o comunque che non 
avremo esposto in giro per la rete, continuerà ad essere scevro da spam.
E, a parte questo, è un dato di fatto che l'unico modo per fermare lo spam 
è combatterlo, e non fuggirlo.

Di webmail gratuite ne esistono a bizzeffe, basta usare un motore di 
ricerca per trovarne una che ci soddisfi, mi limiterò qui a citare qualche 
fornitore di caselle email di tipo pop3/imap4 (ossia utilizzabili tramite 
mailreader):

 * [http://www.gmx.net/ GMX] Dieci mega di spazio, veloce, efficiente e con ottimi filtri antispam. Il grosso neo potrebbe essere il fatto che il servizio è ora tutto in tedesco.
 * [http://www.vene.ws/ Vene.ws] Un servizio pensato proprio per chi vuole una casella secondaria da poter usare su Usenet o in contesti simili. Al contrario di GMX non ha un server per la posta in uscita e lo spazio è poco, in compenso ha ottimi filtri antispam. Completamente in italiano. Consigliato se cercate una casella secondaria.
 * [http://www.poste.it Poste.it] Anche le Poste Italiane offrono una casella email con dieci mega di spazio, server per la posta in uscita, etc. A fronte di un buona offerta si deve però sottostare ad una maggior burocratizzazione: non si può avere più di una casella email a persona (vengono richiesti i dati personali), e la conferma  dell'attivazione non avviene via email ma tramite posta cartacea.

Aprire una nuova casella email potrebbe essere alquanto seccante, 
costringendoci a configurare il nostro mailreader per un nuovo account, 
senza contare che presto o tardi potremmo affezionarci a tale account e a 
questo punto proteggerlo di nuovo con un antispam. Il metodo migliore è 
allora l'uso di un forwarder.
[[BR]]Un forwarder non è altro che un indirizzo di comodo che gira tutta la posta 
ricevuta ad un indirizzo che noi gli abbiamo indicato. In questo modo non 
dobbiamo far altro che cambiare l'indirizzo nel campo mittente del nostro 
newsreader. Nel momento in cui questo indirizzo divenisse un 
bersaglio degli spammer non dovremmo far altro che chiuderlo ed aprirne un 
altro, senza dover rinunciare al nostro account di posta.
[[BR]]Esistono molti forwarder ma ne citerò qui solo un paio:

 *[http://www.despammed.com Despammed] Despammed è un servizio pensato proprio per chi è afflitto dal problema spam. Ha dei filtri per bloccarlo e tutto quello che passa può essere notificato direttamente al servizio abuse sul sito. Alcuni filtri troppo aggressivi hanno bloccato in passato anche email legittime ma pare che il problema sia stato risolto.
 *[http://www.sneakemail.com Sneakemail] Simile a Despammed, ma non ha  alcun filtro e gli indirizzi a disposizione (cinque nella versione gratuita del servizio), sono creati automaticamente in modo da essere  difficilmente "indovinabili" dagli spammer.


Se si utilizza un indirizzo reale, che sia la propria mailbox o una creata 
ad hoc, o un semplice forwarder, una soluzione per ricevere meno spam è 
quella di inserire tale recapito non nel campo "from" ma in quello "reply-to".
[[BR]]Abbiamo detto in precedenza che i programmi che raccolgono su Usenet 
indirizzi da spammare si limitano di solito a scaricare gli header; per 
alcune limitazioni del protocollo, il comando che adoperano per fare 
ciò [[FootNote(Il comando XOVER)]] non scarica tutti gli header ma solo alcuni, tra i quali 
il "from" ma non il "reply-to", inserendo perciò un indirizzo falso nel 
primo campo e quello vero nel secondo, le probabilità che non venga 
intercettato aumenteranno.

Sia che abbiate scelto la strada ora indicata, sia che tutto quanto detto 
fin qui non vi abbia convinto, e vogliate comunque adoperare un indirizzo 
falso, vediamo come falsificare correttamente un indirizzo, ove per 
"correttamente" si intende "in modo che non crei alcun fastidio a nessuno".

La regola è molto semplice: l'indirizzo falso deve terminare con il 
suffisso ".invalid".
[[BR]]Ammettendo sempre che il nostro indirizzo sia:
[[BR]]<user@example.com>.
[[BR]]Una falsificazione corretta è:
[[BR]]<user@example.com.invalid>
[[BR]]Non importa cosa c'è prima dell'ultimo suffisso, avremmo potuto modificarlo anche in:
[[BR]]<userNOSPAM@example.com.invalid>
[[BR]]<user123@example.com.invalid>
[[BR]]L'unica cosa davvero importante è il suffisso, se c'è quello nessuna 
macchina tenterà di inviare una mail a quel recapito, così non si genererà 
mai alcun traffico inutile e sicuramente non staremo abusando di alcun 
indirizzo esistente.

Alcune brevi considerazioni:
 * Oltre ad aggiungere il suffisso si può comunque adoperare un antispam, se si teme che gli harvester possano altrimenti risalire al nostro recapito limitandosi a levare l'".invalid" finale;
 * A questo punto può divenire un ulteriore, gradito, segno di attenzione verso gli altri, quello di usare una sintassi che impedisca qualsiasi equivoco concernente l'inesistenza dell'indirizzo indicato. Ossia, potreste utilizzare un indirizzo falsificato del tipo "<user_at_example_com@example.invalid>", evitando in maniera assoluta di creare situazioni sgradevoli, con eventuali e-mail inviate a chi magari ha l'indirizzo ricavabile da quello da voi indicato, togliendovi il suffisso. 
 * Uno dei server gratuiti più utilizzati, Individual.net, non consente di adoperare indirizzi con dominio inesistente, per cui non è possibile adoperare il suffisso ".invalid". I gestori del servizio danno solo la  possibilità di adoperare il recapito "<me@privacy.net>", che in pratica è un indirizzo reale ma "a perdere". In altre parole se si vuole utilizzare quel newsserver si deve indicare una mailbox vera oppure il succitato "<me@privacy.net>", altrimenti occorre cercarsi un altro server. Altre  soluzioni andrebbero contro le policy del sito e creerebbero solo  fastidi alla comunità, in altre parole il proprio comportamento sarebbe paragonabile a quello degli spammer, né più né meno.
    
Se scegliete quest'ultima strada infine, '''ricordate sempre di segnalare che 
avete falsificato l'indirizzo''', ed i metodi per ottenere quello reale.
[[BR]]Questo è un punto fondamentale, troppo spesso dimenticato, con le 
conseguenze che sono ovvie.


= Conclusioni =

Con il presente documento si è cercato di mostrare perché l'adozione di un 
indirizzo reale sia preferibile ad un indirizzo falsificato e, in seconda 
battuta, qual è il metodo corretto per falsificare il proprio address. Non 
si vuole demonizzare la pratica dell'address munging ma solo presentarne limiti,
alternative, e corretta applicazione.

Riepilogando, quindi:

 * La soluzione migliore consiste nell'utilizzare un indirizzo reale non falsificato;
 * Per non rendere inutilizzabile la nostra casella email possiamo crearne una a perdere o affidarci ad un forwarder;
 * Inserendo l'indirizzo nel campo "reply-to" riceveremo molto meno spam;
 * Un indirizzo falsificato deve terminare con il suffisso ".invalid";
 * Togliendo solo il suffisso ".invalid" non si dovrebbe risalire ad un indirizzo che possa esistere;
 * Ogni falsificazione deve sempre essere segnalata;
 * Se non vogliamo che i nostri articoli vengano archiviati possiamo usare l'header "X-No-Archive".

Nota finale: i suggerimenti dati qua richiedono, per essere attuati, non più di un quarto d'ora. Non abbisogna poi di un grande sforzo, la buona educazione.

= Bibliografia =

   * "Draft For Usefor", il documento che prenderà il posto della RFC 1036, contenente lo standard per lo scambio di articoli su Usenet: http://www.landfield.com/usefor/
   * "Address Munging Considered Harmful", documento che spiega i problemi che porta la falsificazione dell'indirizzo: http://www.interhack.net/pubs/munging-harmful/
   * "Address Munging FAQ", documento che spiega come falsificare correttamente il proprio indirizzo: http://www.faqs.org/faqs/net-abuse-faq/munging-address/
   * "Why Am I Getting All This Spam?", interessante documento del "Center for Democracy & Technology" sulle origini dello spam, reperibile presso: http://www.cdt.org/speech/spam/030319spamreport.shtml

Altri documenti interessanti:

   * "Collinelli Antispam", la bibbia italiana per combattere attivamente lo spam: http://www.collinelli.net/antispam
   * "Qmail and anti-spam": http://www.chrishardie.com/tech/qmail/qmail-antispam.html
   * "Anti spam tips and solutions": http://www.anti-spam-tips.com
   * "Collection of Useful Anti-Spam Web-Links": http://www.0spam.com/links.shtml
   * "Spam Blocker Guide - How To Stop Getting Spam": http://www.spamblockerinfo.com

----


{{{#!CSV -3
Versione e data;Commento;HIDDEN!

V. 1 07/03; Prima stesura di Gesu`
1.1; Aggiunte e correzioni
1.2 08/03; Altre correzioni con il contributo di MaMo.
2.0 01/04; Riscritto tutto, ad opera di Gesu` (con importanti contributi di daRkSidE, Enrico C, ed altri)
}}}